Il modello della grammatica delle valenze supera la distinzione binaria tra soggetto e verbo e, ponendo il verbo al centro della frase, distingue gli altri elementi in 'nucleari' e 'circostanziali'.
Non vi sembra una semplificazione?
Pensate che possa trovare applicazioni didattiche?
Benvenuti
Salve a tutti.
In questo blog rifletteremo su temi inerenti all'educazione linguistica nella scuola primaria, scambiandoci opinioni ed esperienze.
La discussione è aperta a tutti. I docenti del 2° Circolo Didattico "G. Lombardo Radice" di Nardò firmeranno gli interventi con nome e cognome.
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mercoledì 9 aprile 2008
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3 commenti:
La teoria delle valenze
Non conoscevo la teoria valenziale del linguista francese Lucien Tesnière, che non credo abbia ancora nella scuola italiana un largo impiego didattico.
Esprimo comunque le mie riserve circa l'utilizzo di tale grammatica nella scuola primaria, non tanto per possibili difficoltà di comprensione da parte dei bambini, che, se riescono ad orientarsi con la grammatica tradizionale tra innumerevoli complementi e verbi di vario tipo, sarebbero altrettanto abili a destreggiarsi all'interno di schemi più semplificati in cui individuare verbi e relativi attanti e circostanti, quanto per il fatto che potrebbero avere seri problemi se negli ordini di scuola
successivi non trovassero un riscontro di tale pratica didattica.In ogni caso, incuriosita dalla sperimentazione di materiali didattici innovativi, vorrei approfondire l'argomento, magari su qualche testo che il dott. Carlo Marzano vorrà suggerirmi e chissà che non possa cambiare idea. Grazie.
Rosanna Guido
Su interessanti applicazioni didattiche del modello delle valenze e, più in generale, di un approccio ipotetico-deduttivo orientato alla 'scoperta' delle regole che governano il sistema linguistico, segnalo il volume di M. G. Lo Duca, Esperimenti grammaticali (La Nuova Italia, 1997, ripubblicato integralmente da Carocci nel 2003).
Un grazie particolare a Rosanna che riesce ad animare questo blog.
A domani
Gentile Rosanna,
per approfondire l'argomento, potrebbe cominciare consultando il manuale scolastico di Francesco Sabatini, "La comunicazione e gli usi della lingua", Torino,Loescher, 1990 (2a edizione; in partic. il capitolo quinto). Non è esattamente una novità editoriale, ma spiega molto chiaramente tutta la questione. Inoltre, il testo è corredato d'una sezione molto ben curata di "Osservazioni ed esercizi".
Come al solito, troverà qualche piccola differenza rispetto alla terminologia che abbiamo usato nel nostro incontro.
Certo, il rischio che lei paventa è concreto. Tuttavia, come ci siamo detti più volte, non si tratterebbe di scegliere un'unica opzione a discapito delle altre, quanto di offrire una possibile chiave di lettura alternativa del funzionamento della lingua.
Un cordiale saluto e grazie
Carlo Marzano
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